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Guide turistiche Firenze – Visite guidate con guida turistica alla Certosa di Galluzzo

Certosa di Firenze, Via del Ponte di Certosa, Firenze, FI (0)
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  • Firenze, i dintorni

Descrizione

Nonostante il passare dei secoli e la crescente modernizzazione che ha interessato il territorio fiorentino vi è un luogo, alle porte di Firenze, che conserva la forza e la bellezza del ricercato e voluto isolamento dal mondo: stiamo parlando della Certosa di San Lorenzo, nota ai più come la Certosa di Galluzzo.Guideintoscana-Certosa-Galluzzo-Firenze-Chiesa

Fondata nel 1342 per volere del ricco mercante nonché potentissimo uomo politico Niccolò Acciaioli, la Certosa di San Lorenzo doveva costituire una testimonianza visibile della sua magnificenza, del suo legame con la casata degli Angiò (signori di Napoli nonché fondatori in quella città della Certosa di San Martino) e il monumento duraturo della sua gloria.

Contribuì a tale scopo il luogo stesso dove il monastero venne realizzato: il colle del Monte Acuto, sorta di cerniera fra l’area urbana di Firenze e la campagna posta a meridione della città, ubicato alla confluenza di due importanti strade, l’una proveniente da Siena e Roma, l’altra dalla Val d’Elsa e dalle ricche proprietà che gli Acciaioli là detenevano (primo fra tutti il castello di Montegufoni, presso Montespertoli).

Sarà proprio la forte personalità del fondatore che imprimerà alla Certosa di San Lorenzo quel carattere di ricchezza “cittadina” estranea – per non dire contraria – ai principi di sobrietà e austerità professate dall’ordine certosino, e di cui resta memoria nelle parole che lo stesso Niccolò Acciaioli scrisse ad Amerigo Cavalcanti nel marzo del 1356:

Guideintoscana-Certosa-Galluzzo-Firenze-Pontormo

Imperò que tutte altre sustanzie que Iddio me have concedute rimaneranno ali posteri, e non so a cui; solo lo dicto munisterio [la Certosa di San Lorenzo] con tutti li suoi adornamenti sarà mio in ogni tempo, et farà più essere verzicante e duraturo lo mio nome in cotesta cittade [Firenze]”

Una concezione ricca e grandiosa che non altera ma anzi si integra con la chiara e razionale organizzazione degli spazi funzionali alla vita che la Regola certosina impone ai propri monaci: una vita fondata sull’isolamento dal mondo dove la solitudine diviene  il luogo ideale in cui far sviluppare una potente vita contemplativa rivolta a stabilire un continuo colloquio fra il monaco e Dio.

Guideintoscana-Certosa-Galluzzo-Firenze-DellaRobbia

A questo contribuiranno, pur nel mutato spirito dei tempi, le opere d’arte che nel corso dei secoli verranno ad ornare la Certosa, come le bellissime terracotte invetriate di Giovanni della Robbia (1523)  o le Storie della passione di Cristo che Iacopo Pontormo affrescherà nel chiostro grande (1523-1527), segnate quest’ultime da una rappresentazione più mistica che narrativa, propria della spiritualità certosina.

Ogni cosa, nell’arte come nell’architettura della Certosa, “ha il suo scopo e la sua ragione”: qui la “fusione tra estetica e funzionalità, tra arte e spiritualità ha raggiunto una sintesi chiara e profonda” (G.Leoncini, La certosa di Firenze nei suoi rapporti con l’architettura certosina,  Salzsburg, 1979).

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