Come la Toscana abolì, primo stato al mondo, la pena di morte

Il 30 novembre – per i Toscani – è una data importante: è il giorno in cui si celebra la “Festa della Toscana“.
L’istituzione di questa giornata risale al 21 giugno 2001 quando, con apposita legge, il Consiglio Regionale della Toscana motivava l’istituzione della festa nella ricorrenza della pubblicazione della legge penale con la quale nel novembre del 1786 il granduca Pietro Leopoldo – primo esempio nel mondo – decretava l’abolizione della pena di morte.
La Festa della Toscana, si legge nell’articolo 1, “è la solenne occasione per meditare sulle radici di pace e di giustizia del popolo toscano, per coltivare la memoria della sua storia, per attingere alla tradizione di diritti e di civiltà che nella regione Toscana hanno trovato forte radicamento e convinta affermazione, per consegnare alle future generazioni il patrimonio di valori civili e spirituali che rappresentano la sua originale identità”. Un richiamo alla costituzione della Repubblica Italiana e alla carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea chiudeva, infine, l’articolo di legge.
La pena di morte: alla sua abolizione la Repubblica Italiana darà poi un contributo fondamentale promuovendo, insieme ad altri paesi, l’adozione della risoluzione 62/149 per una moratoria della pena capitale; questo avveniva nel corso della sessione generale tenutasi nel dicembre 2007 presso la sede delle Nazioni Unite.
Ecco alcuni fra i passi più significativi della Legge leopoldina
[…] Fino al nostro avvenimento al trono di Toscana riguardammo come uno dei nostri principali doveri l’esame e riforma della legislazione criminale, ed avendola ben presto riconosciuta troppo severa, e derivata da massime stabilite nei tempi meno felici dell’Impero Romano, o nelle turbolenze dell’anarchia dei bassi tempi, e specialmente non adatta al dolce e mansueto carattere della nazione, procurammo provvisionalmente temperarne il rigore con istruzioni ed ordini ai nostri tribunali, e con particolari editti con i quali vennero abolite le pene di morte, la tortura, e le pene immoderate e non proporzionate alle trasgressioni ed alle contravvenzioni alle leggi fiscali finché non ci fossimo posti in grado, mediante un serio e maturo esame, e col soccorso dell’esperimento di tali nuove disposizioni di riformare intieramente la detta legislazione […].
[…] XXIX. Incarichiamo i giudici e gli attuarii criminali ad usare tutta l’attenzione e premura per la sollecita ultimazione dei processi, e massimamente dei carcerati, preferendo la spedizione dei medesimi a qualunque altro affare che avessero avanti di loro, con l’avvertenza sempre presente, oltre quella di esaminare subito il reo venuto che sia nelle forze, che la carcere la quale soffrono i rei mentre pende il processo, non è che per semplice loro custodia onde esige che ne venga ad essi alleggerito l’incomodo, non solo con la minor durata possibile, ma ancora per ogni altro mezzo compatibile con lo stato di rei, nel quale si trovano […]“.
La pena di morte fu tuttavia reintrodotta nel 1790. Abolita nuovamente nel 1849 dal governo provvisorio, la pena capitale fu ripristinata con decreto del 16 novembre 1852; dopo la restaurazione questa pena fu di fatto eseguita solo due volte, nel 1820 e nel 1830. Ma anche a causa dell’interpretazione restrittiva della magistratura toscana prima del governo di Leopoldo II il boia fu raramente chiamato all’opera. A partire dal 1831 le esecuzioni furono sospese e lo stesso granduca propose un aggravamento delle condizioni per pronunciare la pena capitale: occorreva, cioè, l’unanimità dei voti del collegio giudicante. E così la pena di morte continuò a rimanere in vigore solo formalmente. La formale abolizione si ebbe con un decreto del governo provvisorio Guerrazzi-Montanelli-Mazzoni del 4 marzo 1849, provvedimento che la restaurata autorità granducale mantenne in vigore fino all’emanazione del decreto del 16novembre 1852.
Ci auguriamo che il 30 novembre possa diventare un giorno di festa per ciascun Paese del mondo.
Credits:
M.Verga, Novembre 1786: l’abolizione della pena di morte e la Festa della Toscana, in “Portale Storia di Firenze”, Novembre 2015
V.Parlato, Dal Granducato di Toscana al Regno d’Italia. Note sull’unificazione legislativa e amministrativa, in Miscellanea Storica della Valdelsa, Anno CXVII n. 1 (318), Gennaio-Aprile 2011, pp. 31-48)