La “Toscana migliore” – Fiano, il Rione le “Fonti” e il suo Oratorio

Fiano, il Rione le “Fonti” e il suo Oratorio

Ogni Rione/Contrada che si rispetti ha un suo Oratorio, luogo di preghiera e di ritrovo dell’intera comunità.

Questo post è dedicato al Rione le Fonti (vincitore delle edizioni 2016 e 2019 di Calambur, la disfida  fra i sei Rioni di Certaldo) e al suo Oratorio, incastonato fra le abitazioni più antiche del borgo di Fiano, a 7 km dall’abitato di Certaldo (FI).

Conosciuto fra la gente del posto come la “Cappella di Santa Cristina”, l’Oratorio venne eretto per volere del “Molto Reverendo Sig. Antonio del fu Francesco di Alfano Nocchi sacerdote e cittadino Fiorentino e Rettore della Chiesa parrocchiale di San Giusto a Ema“. Era l’anno 1703.

Nel suo testamento il molto Reverendo Antonio Nocchi disponeva in merito alla “dote” che avrebbe dovuto garantire il mantenimento dell’Oratorio dopo la sua morte: un podere ed una casa da lavoratore entrambi “posti in detto popolo [di San Lazzaro] luogo detto la Piaggia del Borro ai Corbi“.

Patroni dell’Oratorio vengono designati i “nobili sig.ri Vecchietti“, proprietari della contigua Villa (oggi Fattoria di Fiano di Ugo Bing): a favore di questi ultimi e “per servizio dei Medesimi come Patroni di detta Uffiziatura” il Reverendo Antonio Nocchi disponeva la celebrazione di tre messe la settimana più la messa nei giorni festivi, messe che dovevano essere celebrate dal Cappellano della Chiesa di San Donato a Lucardo.

L’Oratorio da costruirsi, specificava il testatore, doveva essere intitolato all’ Angelo Custode.
E come Oratorio dell’Angelo Custode è ricordato da tutti i documenti arrivati sino a noi, fra i quali un Inventario datato 1794 che ci descrive nel dettaglio l’intero arredo – vasi sacri, candelieri, paramenti – presenti a questa data nella piccola cappella.

Fra questi arredi l’Inventario ricorda “un quadro dipinto in muro a fresco rappresentante l’Angelo Custode” e tre “reliquiari di forma quadra dorati con sua Autentica con l’appressa Reliquia”, posti “drento al gradino dell’altare”.

Insieme ad una “piccola porzione del Legno della Santa Croce” e alle reliquie di alcuni Santi martiri (Prudenziana, Apollonia, Massimo, Costanzo) l’Inventario ricorda la reliquia di “Santa Cristina Vergine Martire“.

La presenza di questa reliquia verrebbe spiegare l’appellativo con cui gli abitanti del Fiano sono soliti indicare – non sappiamo da quando – il loro Oratorio: alla più antica intitolazione – quella dell’Angelo Custode – si è sovrapposta nel tempo un’altra “dedicazione”, legata alla reliquia di Santa Cristina qui conservata. Una reliquia, quella di Santa Cristina, capace di “dirottare” la devozione dei fedeli da un culto generico – quale poteva essere per la popolazione del Fiano quello per l’Angelo Custode – ad uno più specifico e, soprattutto, più vicino alla sentimento popolare.

Ancora oggi, fra gli abitanti del borgo, è ben vivo il ricordo della festa di Santa Cristina quando, il 24 luglio, era usanza al Fiano suonare le campane della cappella i cui rintocchi avrebbero scacciato i temporali, garantendo così l’incolumità dei raccolti.

Certaldo e i suoi dintorni: un territorio ricco di storia che tutti possono scoprire, meglio se in compagnia di una GUIDA LOCALE!!