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Storie della Storia di Certaldo. 17 giugno 1944

La collina di Mugnano (Certaldo)

La collina di Mugnano (Certaldo)

Nel luglio 1944, con il passaggio del fronte, Certaldo, Fiano e le campagne circostanti vennero liberate dalle forze di occupazione nazifasciste.

Testimoni presenti ai fatti, tuttavia, riferiscono come i partigiani avessero preso in mano le redini della situazione già un mese prima, nonostante il perdurare dell’occupazione tedesca: il 17 giugno, come riferisce Danilo Borghini nel suo Diario, il Comitato di Liberazione certaldese si era presentato alla sede del Comune – trasferita presso la fattoria di Mugnano dopo le distruzioni del gennaio ’44 – «impartendo ordini».1

Tale testimonianza permette di dare una cronologia precisa a questo momento le cui fasi furono rievocate alla metà degli anni Ottanta da uno dei protagonisti, Sergio Capecchi.

Le circostanze nelle quali venne a maturare l’azione dei partigiani certaldesi sono chiaramente evidenziate da un rapporto che il Segretario Capo del Comune di Certaldo (Benucci) inviò quello stesso giorno (17 giugno) al Capo della Provincia di Firenze Manganiello, suffragando quanto riferito da Sergio Capecchi nella sua memoria: fin dai primi di giugno, con il progressivo avanzare degli alleati, i gerarchi certaldesi si erano infatti dati alla fuga, sottraendo al Comune i fondi destinati al sussidio degli sfollati.2

Riportiamo le parti salienti di questo documento:3

Luia, rovine di una casa distrutta dalle mine tedesche nel luglio 1944

Luia (Certaldo), rovine di una casa distrutta dalle mine tedesche nel luglio 1944.

«Certaldo, 17 giugno 1944
Informo l’EV che fin dal 9 corrente il Commissario Prefettizio Sig. Fossi Manlio4 non si è più fatto vedere sebbene gli avessi prospettato la necessità del suo vivo interessamento presso la Sepral onde risolvere il grave problema dell’alimentazione. Trovandomi solo e in una situazione veramente preoccupante ho fatto del mio meglio per approvvigionare la popolazione, la quale fino a questo momento si è mantenuta calma. […] Altro problema assillante è quello relativo al pagamento del sussidio agli sfollati, poiché il Segretario Politico del Fascio repubblicano se ne è andato, senza dare le consegne di quello che deteneva. Il Comune non ha fondi per provvedere al pagamento dei sussidi. Ciò premesso, mentre assicuro l’EV che farò del mio meglio per superare la crisi, prego provvedere per l’invio di un Commissario, facendo presente che attualmente non esiste in Certaldo nessuna autorità, né amministrativa, né politica, né militare»

I fondi, di Proprietà dell’Ente Provinciale Fascista di Assistenza, «vennero asportati dal Segretario Politico del Fascio Repubblicano al momento di abbandonare Certaldo per il sopraggiungere degli alleati […]»; questi – come ci informa una nota del maggio 1945 – era «fuggito con gli altri maggiori responsabili fascisti il 16 giugno5 asportando tutti i depositi dell’Ente di Assistenza e Partito Fascista e GIL ammontanti a circa lire 200.000 […]».6

«La guerra – scriveva in quei giorni Danilo Borghini – si avvicina sempre più e s’intensifica la lotta contro gli automezzi da parte degli aerei alleati. E’ un continuo crescendo che spande la morte […]. Batterie antiaeree dappertutto, e cannonate […]. Da ogni parte mitragliano, in ogni strada ci sono i rottami degli automezzi sventrati […]. Il Generale Alexander ha comunicato ai ribelli di interrompere le strade all’esercito [tedesco] in ritirata nelle statali Aurelia, Cassia e Flaminia.

I ponti sull'Agliena presso le Officine Palmieri (1930 ca.)

Certaldo, i ponti sull’Agliena presso le Officine Palmieri (1930 ca.)

Ho paura che i bombardieri bombardino i ponti del Palmieri […].7 A Certaldo contano solo i tedeschi: due fascisti a cui i tedeschi avevano rubato la bicicletta, credendo di riaverla facendosi riconoscere per tali, furono bastonati per bene. Questo dimostra come i Tedeschi vogliono bene ai Repubblicani […]. I tedeschi entrano nelle case portando via quel po’ che c’è rimasto, è una babilonia, una confusione che non si capisce niente che solo la speranza del prossimo arrivo degli alleati ci fa sopportare […]. Il paese brulica di militari fuggiaschi che hanno invaso tutte le case distruggendo tutto quello che è rimasto. E’ una fuga disordinata per cercare di salvare quel che possono. Ma le vie per ritirarsi sono anche quelle che abbiamo noi e questo ci fa vivere in continuo allarme per gli aerei che mitragliano continuamente mentre viviamo in una grande attesa per l’esercito alleato che è ancora a 100 km da noi. Il Comitato di Liberazione ha imposto al Comune di ordinare ai padronati agricoli di passare il grano per tre mesi alle popolazioni sfollate nei loro possessi. Questa è stata una cosa fatta bene, perché i fascisti avevano lasciato la popolazione senza pane e preferivano lasciare il pane o la farina nei depositi, che sono stati presi d’assalto dai tedeschi […]».8

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1 D.Borghini, Diario del passaggio della guerra da Certaldo nel 1944, Certaldo, 2015, pp. 12, 79. Di mestiere sarto sarto, Danilo Borghini (Certaldo, 1914-2004) redasse le pagine del suo Diario dal 13 febbraio al 31 agosto del 1944.

2 «Avevamo appreso il giorno avanti [l’arrivo a Mugnano, n.d.r.] che i fascisti di Certaldo, eludendo la sorveglianza di alcuni nostri gappisti, erano riusciti a fuggire nottetempo […]; come era prevedibile e per non smentire la loro fama avevano portato via tutti i soldi. Non vi era neanche una lira e di grano nemmeno a parlarne […]. Quando lasciammo Mugnano la gente ci applaudì e questa fu per noi la ricompensa migliore ai sacrifici che avevamo dovuto sopportare, ai pericoli che avevamo affrontato, alla stanchezza e alla tensione nervosa» (S.Capecchi, Dal carcere all’occupazione del Comune, in Gli anni difficili di Certaldo. Memorie e testimonianze a cura di Mario Brunori, 1983, pp. 182-183).

3 Archivio postunitario del Comune di Certaldo, Fondo del Comitato di Liberazione Nazionale di Certaldo, CLN.4, Elenchi e documenti per indagini.

4 Fossi Manlio di Gaetano e di Paluffi Adelaide, ex Ispettore Federale, fu nominato Commissario Prefettizio di Certaldo il 16 febbraio 1944. Fra i beni che il Fossi deteneva su Certaldo era il complesso padronale di Citerna presso San Donato a Lucardo, proprietà Paluffi dalla fine del XVII secolo. Su Fossi Manlio si veda Archivio postunitario del Comune di Certaldo, Fondo del Comitato di Liberazione Nazionale di Certaldo, CLN-3.59.

5 La fuga, stando alle memorie di Danilo Borghini, risalirebbe a tre giorni prima (si veda la nota seguente).

6 Archivio postunitario del Comune di Certaldo, Fondo del Comitato di Liberazione Nazionale di Certaldo, CLN-3.1, CLN-4. Quattro giorni prima il Segretario del Fascio Repubblicano era scampato al mitragliamento cui era stata fatto oggetto, in zona Piangrande, la vettura che lo trasportava (M.Masini, Il secondo Risorgimento a Certaldo nel 150° dell’Unità Nazionale. III. La Guerra, 2016, p. 38). Il 13 giugno Danilo Borghini annotava nel suo Diario: «Gli alleati dicono che hanno raggiunto Terni. I fascisti fanno le valige. B.D., C., il M., il P.N., ecc. sono già partiti per lidi migliori: sono stati visti far fagotto e via in macchina […]». Il 14 giugno aggiungeva questa nota: «Nuovi particolari sulla fuga dei fascisti. Il D. ritirò alla Banca Toscana tutti i soldi versati dalla Federazione per i sussidi agli sfollati e poi in compagnia della figlia è partito per destinazione ignota […]» (D.Borghini, Diario, cit., pp. 76-77).

7 I «ponti del Palmieri», ritratti nella foto, saranno entrambi distrutti. Sui ponti di Certaldo si veda: Certaldo e il vecchio ponte sul torrente Agliena; Certaldo: il vecchio ponte sull’Agliena e il Tabernacolo dei GiustiziatiCertaldo e il secondo ponte sul torrente Agliena.

8 D.Borghini, Diario, cit., pp. 76, 81-82.